Il cuore delle cose 2010

Progetto di: Eleonora Todde, Daniela e Francesca Manca
Descrizione: rifugio per l'uomo e per il mare
Materiali: sabbia, cemento

Dietro l'apparente immobilismo delle pietre, affiora nell'architettura del "Cuore delle cose", la leggibilità del processo, lento e ineluttabile, di trasformazione insito nella natura d'ogni cosa.
Di fronte al "Cuore delle cose" precipitiamo dolcemente nelle dimensioni dell'eterno e dell'infinito, dove si fa strada la consapevolezza che la realtà intorno a noi è in progressiva, inarrestabile trasformazione e che la fine apparente di ogni consistenza prelude, senza soluzione di continuità, a manifestazioni sempre diverse di qualcosa che si rinnova. La pietra si sfalda, e nei millenni produce sabbia che, ricompattandosi, genera forme prima inesistenti e pronte, infinite volte ancora, a lasciarsi consumare. Il linguaggio di questo rifugio è essenziale, fatto di sostanza che sgretolandosi si spoglia nel tempo della forma originaria per mostrare il vero "cuore" dell’architettura, celato al suo interno. L'uomo progetta una forma interna che sarà il mare ed il vento con la loro azione erosiva a scolpire, rivelare.
Il progettista semina e abbandona l'architettura al suo divenire, la natura coltiva questo messaggio per poterlo trasmettere a chi visiterà questo luogo nel tempo.